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Pensare che i test clinici e le visite specialistiche siano riservate solo a chi effettua il ciclismo a livello agonistico, credo sia errato e rischioso. Non dimentichiamo, infatti, che anche chi pratica cicloturismo a vari livelli, è comunque sottoposto a lavori fisici, a volte, anche piuttosto impegnativi. Personalmente, ogni anno eseguo una visita medico-sportiva che prevede il test da sforzo, dei test clinici di laboratorio (analisi del sangue) e ogni due anni un ecocardiodoppler. Probabilmente qualcuno, leggendo queste righe, potrebbe pensare che stia esagerando ma non dimentichiamo che ci potremmo trovare ad affrontare, in una delle nostre uscite, una salita di qualche chilometro e magari sotto un sole impietoso oppure un chilometraggio che ci trova magari non proprio preparatissimi. Insomma tutte quelle situazioni non programmate e che magari sono un po' oltre le nostre possibilità. A quel punto, personalmente, preferisco essere tranquillo e sapere che almeno i test clinici non hanno rilevato anomalie particolari, quindi sapere d'avere quel piccolo margine per poter affrontare una situazione imprevista e magari un pochino oltre le mie capacità del momento.
Non mi stancherò mai di ripeterlo, affidatevi al vostro medico di fiducia, sicuramente saprà guidarvi in questa delicata fase. NON FATE NULLA IN AUTONOMIA
Giusto per fornirvi un esempio vi elencherò qui i test clinici ai quali mi sottopongo:
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Ogni due anni un ecocardiodopler : può determinare se esiste un ispessimento medio intimale, cosa che rappresenta un segno di danno d’organo ed è molto utile nella stratificazione del rischio del paziente. Ma l’ecodoppler serve anche a determinare ostruzioni più serie a livello delle carotidi o delle vertebrali. che potrebbero determinare disturbi circolatori a livello cerebrale.
Quali esami di laboratorio
Inutile forse ribadirlo, ma la scelta degli esami compete al medico e viene fatta in funzione dell’età, dell’attività fisica e lavorativa svolta e di eventuali disturbi o precedenti. L’esame consente di valutare la capacità del sangue di trasportare ossigeno (che dipende dalla quantità di globuli rossi e di emoglobina), di determinare l’efficienza del fegato e del rene e di verificare eventuali difetti del metabolismo e ormonali, oltre a evidenziare diverse malattie con specifici controlli. L’emocromo è un esame di base fondamentale. Comprende la conta del numero di globuli rossi o eritrociti (RBC), dei globuli bianchi o leucociti (WBC), della quantità di emoglobina (Hb) e altri parametri ad essi correlati, come ad esempio l’ematocrito (Hct), che ci dice qual è il rapporto fra parte liquida e cellulare, globuli rossi in particolare. Grazie all’emocromo, si verifica l’eventuale presenza di un’anemia e il numero di globuli bianchi stabilisce l’eventuale presenza di un processo infettivo in corso. In particolare, sono importanti le sottopopolazioni dei globuli bianchi. Un aumento dei bianchi, in particolare neutrofili, indica un processo infiammatorio acuto, l’aumento dei granulociti acidofili, una forma allergica o la presenza di parassiti, mentre i monociti aumentano in caso di mononucleosi. L’emocromo valuta anche il numero di piastrine, che intervengono nei processi di coagulazione. Il controllo deve essere completato con l’analisi della sideremia, il contenuto di ferro nel sangue, in quanto una sua riduzione è un segnale di un’incipiente anemia da carenza di questo prezioso elemento. Completano il quadro la ferritininemia, i depositi di ferro del sangue, e la transferrinemia, il trasportatore del ferro dai depositi alla sede di produzione dei globuli rossi e delle emoglobine.
I parametri controllati
I parametri controllati per verificare la funzionalità del fegato sono le transaminasi, AST e ALT, le gamma GT, la fosfatasi alcalina, la bilirubinemia. Un’alterazione di uno o più di questi parametri è indicativa di una sofferenza epatica. Quando si parla di atleti, si deve prestare attenzione ai valori delle ALT, a volte un po’ più alti della norma, ma con AST nella norma: il rialzo può essere legato all’allenamento, a sedute troppo intense nei giorni precedenti l’allenamento. I valori ematici che definiscono lo stato del rene sono l’azotemia e la creatininemia. Un rialzo di questi parametri è indicativo di un non corretto funzionamento del rene. Il metabolismo controllato attraverso l’esame del sangue è quello lipidico e glucidico. La glicemia troppo elevata rispetto alla norma indica un disturbo del metabolismo glucidico, il diabete. Trigliceridemia e colesterolemia verificano il metabolismo lipidico. Un loro rialzo oltre alla norma, specie del colesterolo, è indice di un rischio arteriosclerotico, vale a dire che il colesterolo si deposita all’interno delle arterie, riducendone il diametro e la quantità di sangue trasportabile. L’uricemia è legata al metabolismo degli acidi urici e un suo aumento avviene in caso di gotta. A parte la gotta, malattia da eccesso di acido urico, un innalzamento dell’uricemia può essere causa di dolori e disturbi muscolari e articolari in chi pratica sport, anche senza una vera malattia gottosa conclamata.
Per controllare i muscoli
È opportuno citare anche alcuni esami che danno informazioni sullo stato dei muscoli, come le CPK (creatinfosfochinasi) e le LDH (lattato deidrogenasi). Sono due enzimi contenuti nel muscolo e la loro presenza nel sangue al di sopra della norma è indicativa di una sofferenza muscolare. Attenzione, però, possono essere alterati anche in caso di sedute di allenamento molto intense il giorno precedente l’esame, e pertanto è bene che l’esame del sangue venga, in ogni caso, effettuato dopo quarantotto ore di riposo. Gli elettroliti sono i minerali presenti nel sangue: il sodio (Na), il cloro (Cl), il magnesio (Mg), il potassio (K), il calcio (Ca). Le loro eventuali variazioni non sono sempre di facile interpretazione: ad esempio, una carenza di potassio o di magnesio può essere causa di crampi muscolari. Purtroppo entra in causa una carenza a livello della cellula e attraverso l’esame del sangue si può solo vedere la quantità contenuta nel sangue, al di fuori quindi della cellula muscolare. I controlli ormonali sono dei controlli di pertinenza specialistica e devono essere sempre mirati. Tra gli ormoni che si controllano con maggiore frequenza, si segnalano gli ormoni tiroidei. Nell’atleta, spesso, si sente parlare anche di esame del cortisolo e del testosterone. Comunque, sono esami soggetti a variazioni anche non dipendenti dall’attività fisica svolta.
Quando farli
Un controllo completo, con tutti i parametri che abbiamo segnalato, dovrebbe essere fatto da tutti i non più giovani, oltre i 35 anni di età, una volta all’anno. Gli esami possono essere ampliati a giudizio del medico curante, in funzione di eventuali disturbi attuali, precedenti e anche in funzione di eventuali parametri risultati alterati in precedenti controlli. È bene che l’atleta si sottoponga a controlli più frequenti: un esame completo all’inizio dell’anno e altri controlli limitati all’emocromo e alla sideremia, completati, eventualmente, dalla ferritinemia e dalla transferrinemia. La frequenza dipende dal livello dell’atleta, agonista e non. Nel caso del non agonista, si deve tenere presente la frequenza delle sedute di allenamento, la durata, il numero di kilometri effettuati all’anno. Un non agonista che percorre più di 10.000 km all’anno può essere infatti considerato a tutti gli effetti, per la mole di lavoro svolto, un agonista di buon livello, con i medesimi problemi legati all’intensità e al volume di allenamento. Nel caso di atleti, quindi, oltre al controllo annuale che chiamiamo generale, completo, è bene inserire, con frequenza semestrale, quadrimestrale o trimestrale, un controllo mirato a evidenziare eventuali carenze di ferro e variazioni dell’emocromo. La frequenza dipende dal livello e dalla presenza di eventuali alterazioni. Chi va soggetto con facilità a carenze di ferro ed eventuale anemia conseguente, è bene che faccia controlli più frequenti, anche per verificare l’efficacia di un’eventuale terapia.
Perché farli
Innanzitutto, con un controllo generale si può intervenire tempestivamente e prevenire danni futuri. Alterazioni della glicemia o dei grassi del sangue sono alterazioni che spesso non danno segno evidente al momento, ma solo a distanza di tempo, dopo aver ormai recato danni all’organismo. Discorso diverso per l’emocromo e il ferro, oltre che per gli enzimi muscolari e gli elettroliti. Chi pratica attività fisica di resistenza, come il ciclismo, può, più facilmente della media, andare incontro a carenze di ferro e anemia. Il ferro è costituente essenziale dell’emoglobina, il trasportatore di ossigeno contenuto nei globuli rossi, ed entra anche a fare parte di diversi enzimi che intervengono nella produzione di energia, necessaria, quest’ultima, alla contrazione muscolare. Gli enzimi muscolari possono essere d’aiuto in caso di comparsa di dolori muscolari, per evidenziare eventuali sovraccarichi, con la conseguente necessità di modificare gli allenamenti ed eventualmente prevedere un periodo di scarico e di riposo. Ad essi si possono associare controlli elettrolitici, con i limiti che abbiamo evidenziato, ed eventuali altri esami
emocromo completo RBC WBC Hct sideremia ferritininemia transferrinemia AST ALT gamma GT fosfatasi alcalina bilirubinemia azotemia creatininemia glicemia Trigliceridemia colesterolemia uricemia CPK (creatinfosfochinasi) LDH (lattato deidrogenasi) elettroliti Na-Cl-Mg-K-Ca
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