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Ciclismo D'Epoca - Ciclismo d'epoca - tecnica
Scritto da Administrator   
Giovedì 07 Gennaio 2010 21:04

Campagnolo 50th Anniversary

GRUPPO

Il concetto di gruppo venne introdotto per la prima volta da Campagnolo sul finire degli anni '50 e anche negli anni a seguire, la stessa Campagnolo, ha mantenuto il primato di costruttore di gruppi.

I gruppi un tempo includevano tutti i seguenti componenti:

ne erano cioè esclusi solamente catena, ruota libera, sella, cerchi e manubrio con relativa pipa, realizzati da aziende specializzate (su tutte Regina, Nisi, 3ttt, Cinelli). In realtà solo ne 1968 Campagnolo (Nuovo Record), iniziò a cimentarsi anche nella produzione di leve e di freni, mercato che prima era appannaggio di Wiennmann e Balilla, ma soprattutto Universal.

CAMBIO: Il classico Campagnolo Gran Sport permetteva un suo funzionamento con pignoni di al massimo 26 denti: solo con il Super Record del 1978 si arrivò a quelli da 28.

DERAGLIATORE: dopo i primi Gran Sport, si affermò la conformazione a parallelogramma del Record, ripresa anche da altri marchi. Inizialmente i deragliatori non permettevano una grossa differenza fra le corone anteriori, tanto che una fra le configurazioni più usate negli anni '50 fu la 52-46. Già il Record del 1958 permetteva l'uso di corone da 44 denti, limitazione data però dal girobulloni. Il deragliatore del Nuovo e del Super Record permettevano già una grossa differenza di dentatura, comportandosi egregiamente anche nel caso della tripla corona anteriore (spesso con corona grande da 54 denti e piccola da 36).

MANETTINI: i manettini a telaio, chiamati a frizione in quanto era necessario "cercare" il rapporto da inserire senza che vi fosse alcun meccanismo per trovare il punto corretto per inserire il rapporto.

MOVIMENTO CENTRALE: il movimento centrale era costituito da 3 pezzi essenziali, ai quali si aggiungevano i cuscinetti a sfera: le due calotte e l'asse. La calotta destra è quella fissa, avvitata fermamente al telaio. La calotta sinistra invece era "mobile", in quanto permetteva la regolazione dell'interno movimento, terminata la quale si fissava la calotta stessa con un'apposita ghiera in maniera da fermare il tutto sul punto corretto. La calotta mobile era a sinistra così si poteva regolare il movimento anche con la guarnitura montata.
L'asse del movimento aveva un tempo profilo completamente tondo, con una scanalatura alle estremità per accogliere le spine di fissaggio della guarnitura. Campagnolo nel 1958 introduss un nuovo tipo di fissaggio, con profilo tronco-piramidale quadrato della parte terminale dell'asse che andava ad incastrarsi alla guarnitura stessa, migliorando così l'incastro, rendendolo più solidale nonché semplificando le operazioni di montaggio.
Il filetto del movimento centrale era meno standarizzato di oggi, poteva essere (in genere, in quanto esistevano anche altri standard che possiamo considerare "minori") italiano, inglese, francese o anche svizzero.

GUARNITURA: la guarnitura prevedeva, fino agli anni '50, un'unica corona, che poteva essere solidale o meno con la pedivella. I bulloni potevano essere infatti 5 o 6, oppure solamente tre, nel qual caso andavano a fissare la corona su altrettanti braccetti che partivano dalla pedivella stessa. Proprio con questa configurazione Le prime guarniture doppie comparvero nell'immediato dopoguerra ma avevano una differenza di denti fra le due corone molto limitata (50-47), per le capacità limitate del deragliatore o, più spesso, per l'abbinamento a cambi che non utilizzavano il tensionatore per la catena, come il cambio a due leve della Campagnolo. Con l'introduzione dei cambi a tensionatore da parte di alcune ditte come Simplex, ma soprattutto della Campagnolo, la differenza di denti poté crescere leggermente, con uno stardard che presto divenne il 52-46. Sul finire degli anni '50 Campagnolo introdusse la guarnitura Record, con interfaccia con il movimento centrale non più rotonda (il fissaggio avveniva tramite spine filettate), ma quadrata. Le pedivelle non erano più in acciaio, ma in alluminio, i 5 bulloni di fissaggio disegnavano un cerchio con un diametro (girobulloni) di 151mm, che permetteva l'uso di corone fino a 44 denti. La 52-44 divenne così il nuovo standard per tutti gli anni '60 . Fu solo nel 1967 che vennero introdotte le prime corone Campagnolo da 42 denti, con un girobulloni ridotto a 144mm , arrivando così alla classica 53 (o 52)-42, mantenuta per quasi 20 anni, quando nacquero le prime Campagnolo con il 39 (girobulloni 135).

Campagnolo 50th AnniversaryPEDALI: i pedali sono uno degli elementi caratteristici delle bici vintage, in quanto dalla metà degli anni '80 fecero la loro comparsa i pedali a sgancio rapido che soppiantarono in breve tempo il precedente sistema. Per immobilizzare il piede e aumentare così il rendimento del gesto della pedalata, fin dai primissimi tempi della competizione ciclistica si pensò di adottare un puntale, per posizionarlo opportunamente, ed una cinghietta in cuoio per fermarlo nel punto prescelto. Inoltre la scarpetta dei ciclisti avevano una scanalatura che andava ad incastrarsi nella parte posteriore del pedale.
Per riuscire a calzare il pedale velocemente spesso c'era un dentino sulla parte bassa del corpo posteriore del pedale stesso: "toccando" il dentino si raddrizzava il pedale (che per il peso sbilanciato in vanti sul puntale tendeva a stare in posizione verticale) e con un gesto rapido si riusciva a infilare il piede stesso.

FRENI: Oltre ai classici a tiraggio laterale (side-pull) vennero prodotti, soprattutto negli anni '50 e '60, quelli a tiraggio centrale (center-pull), in cui il filo del freno andava a tirare un cavetto che connetteva le due estremità delle pinze del freno (è il caso di alcuni freni Balilla e degli Universal mod. 61). I più diffusi in assoluto per vari decenni dopo la Seconda Guerra Mondiale sono stati gli Universal, anche se molto comuni erano quelli di altre marche, come i Weinnmann (alcuni modelli predisposti per il freno anteriore connesso alla leva destra anziché sinistra), i Balilla e, a partire dal 1968, i Campagnolo.

LEVE FRENO: Le leve avevano in genere una corsa piuttosto lunga e dovevano essere tirate con forza per poter ottenere una frenata soddisfacente, anche se comunque inferiore per efficienza a quella ottenuta con i freni moderni.

CAVI E GUAINE: i cavi di freno e cambio sono del tutto simili a quelli moderni, se non per il fatto che per quelli vintage non sempre era in acciaio inox, ma talvolta solamente in acciaio zincato. Le guaine avevano una scorrevolezza inferiore a quella attuale, all'interno dello strato di plastica vi era una spirale in ferro. Per questo motivo, oltre alla lubrificazione al momento del montaggio, era necessario fare attenzione di non far fare alle guaine curve troppo accentuate, per non rischiare di comprometterne lo scorrimento . Spesso negli anni '70 si usava lasciare scoperto il filo del freno posteriore per il tratto che passava sotto il tubo orizzontale.

SERIE STERZO: la serie sterzo era un elemento piuttosto standard, dal momento che quasi tutte le forcelle erano da 1 pollice (con filettatura inglese o francese), formate da due calotte messe a pressione all'interno del tubo dello sterzo del telaio, il cono inferiore messo a pressione sulla forcella, un'altra calotta che veniva avvitata allo stelo della forcella ed utilizzato per la regolazione dei cuscinetti, distanziali opportuni ed un dado di fissaggio. Quest'ultimo, come la calotta avvitata, avevano un profilo esagonale da 32mm, anche se sono state usate svariate soluzioni per regolare la serie sterzo stessa.

REGGISELLA: i reggisella hanno nelle bici vintage le misure più svariate, che va da 25.0 a 27.2mm. Le più diffuse erano appunto le 25.0 (per i telai in alluminio Alan), 25.6, 26.8 e 27.2.
In seguito vennero prodotti reggisella con integrato il sistema di fissaggio della sella. Il più celebre è il Campagnolo Nuovo Record che aveva due viti di fissaggio sopra il morsetto stesso, per una regolazione di fino dell'inclinazione e dell'arretramento della sella. Solo in seguito, con il Super Record, si affermò l'uso della vite singola sulla parte inferiore.
Il sistema di fissaggio spesso utilizzava una vite a brugola sulla parte finale dello stesso, quando il telaista usava l'apposita congiunzione.



Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 21:19
 

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