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Andare al lavoro in bicicletta? Conviene sotto tutti i punti di vista. L'abbigliamento da indossare durante la pedalata, se serve, può anche essere tecnico e con un po’ di senso pratico e spirito di adattamento anche le operazioni di cambio d'abito possono essere ben gestite. Chi utilizza la bicicletta per i piccoli spostamenti quotidiani si tiene in forma senza rubare tempo al lavoro ed alla famiglia, vive un minimo di avventura quotidiana, risparmia, non inquina, non fa rumore, non occupa le aree di parcheggio, non incrementa il traffico e non vi rimane imbottigliato.
L’inquinamento è anticostituzionale! Art. 32 della Costituzione Italiana: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Leggendo questo articolo della costituzione non mi spiego la tolleranza dello Stato nei confronti dell’inquinamento ambientale, elettromagnetico, chimico, radioattivo, acustico e luminoso. Evidentemente i nostri politici ritengono irrinunciabile il diritto alle cure ma non quello alla prevenzione, ci troviamo di fronte ad un concetto obsoleto e assurdo che non tiene conto di cause-effetti facilmente prevedibili. Ignoranza o malafede? In Italia serve una cultura “nord europea" Nel nord-europa la bicicletta ha un ruolo strategico nella mobilità e vengono investiti molti soldi in infrastrutture e politiche di incentivazione ...sono dei pazzi? Non credo proprio! Chi utilizza la bicicletta per i piccoli spostamenti, diciamo per un totale di almeno un paio d’ore alla settimana, il rischio una malattia cardiovascolare si abbatte di 40 volte, risparmia, non occupa un posto auto, non brucia carburante, non produce CO2, non fa rumore, non incrementa il traffico e non vi rimane imbottigliato. Pensate al risparmio del sistema sanitario nazionale. Pensate a quanti soldi in meno potremmo dare ai paesi produttori di petrolio ed a tutti gli altri benefici economici ed ecologici. E l'Italia resta a guardare e Striscia la Notizia manda in onda servizi sui “Ciclisti indisciplinati”. Le amministrazioni, poi, spesso creano ciclabili “di facciata”, un inutilizzabile ciglio di strada largo 50 cm. a doppio senso di circolazione o magari tracciati su marciapiedi e promiscui con i pedoni. Ogni tracciato viene ideato a se stante, spesso scollegato da altre ciclabili. Che ne dite delle ciclabili tipo “Paris-Dakar ? quelle con tracciati che partono da un tracciato dipinto sul ciglio della strada che poi sale su un marciapiedi, dove ti trovi spesso a litigare con i pedoni, per poi ridiscendere e passare tra le panchine di un giardino pubblico, per terminare in un punto “panoramico” che ti consente solo di intravedere “l’altra pista ciclabile”. Ed ecco che attraversare quel tratto di città per raggiungere l’altro troncone di ciclabile, diventa quasi un’impresa. Caliamo un velo pietoso. Una rete viaria alternativa, riservata a ciclisti e pedoni, con una propria segnaletica, e con la creazione di terminali di trasporto pubblico dotati di cicloparcheggi sorvegliati, può essere solo figlia di un progetto unico.. Le spese per l'acquisto e la manutenzione della bicicletta devono essere assoggettate all'aliquota IVA del 4% e devono essere detraibili dalla dichiarazione dei redditi assimilandole alle spese mediche, proprio così, la bicicletta come strumento di prevenzione! Chi si reca al lavoro in bicicletta dovrebbe godere di un incentivo.
Voglio le piste ciclabili, quelle vere! A chi utilizza mezzi di trasporto diversi dall'automobile non è esplicitamente vietato circolare, ma viene costantemente messo nella condizione di disagio e paura: le strade sono ideate e costruite in funzione delle automobili e di nessun'altro mezzo. Il codice della strada, per esempio, vieta il sorpasso in corrispondenza di incroci e linee di mezzeria continue e prevede che questa manovra venga effettuata con prudenza, cioè adeguando la propria velocità a quella del mezzo che precede e segnalando per tempo la manovra con l'indicatore di direzione ...ma se il mezzo che viene superato è una bicicletta, queste regole, di fatto, non esistono più. Quante volte queste infrazioni vengono rilevate dalle forze dell'ordine? praticamente mai Oltretutto i ciclisti hanno il “difetto” di essere “trasparenti” quindi come possono beneficiare della precedenza? E poi cari amici automobilisti e politici, diciamoci la verità, il ciclista và sorpassato per principio e non per necessità. Bisogna ammettere che i ciclisti sono proprio una gran rottura di c*******!. Forse in tutto questo esiste una sola grande verità, ciclisti ed automobilisti non possono convivere! E allora datemi le ciclabili ma quelle vere! Ciclisti e pedoni condannati all'inquinamento passivo. Condividere la strada con le automobili significa sopportarne i rumori, l'ingombro e i gas di scarico. In Italia il parco auto circolante aumenta costantemente. Le strade diventano sempre più adatte alle veloci automobili, guidate, nei loro abitacoli sigillati, spesso da persone che sono impegnate anche a telefonare e magari a rimettersi a posto quella ciocca di capelli che rovina l’immagine generale della persona... mentre agli utenti della strada che non circolano dentro un'automobile non resta che inalare i residui di combustione altrui e pregare. Sempre più spesso, nelle nostre città, si rilevano livelli di inquinamento oltre i limiti di guardia, e sono in molti a pensare che quei limiti sarebbero da rivedere perché troppo permissivi. Ma cosa si potrebbe fare per limitare il livello di inquinamento? ...e cosa viene fatto effettivamente?
Inquinamento acustico: per tenere sotto controllo le emissioni acustiche basterebbe applicare le norme vigenti. Infatti, i veicoli a motore per poter essere omologati, non devono superare i limiti di intensità e qualità del rumore. Tali controlli sarebbero previsti anche in fase di revisione periodica del mezzo in base alle informazioni registrate sulla carta di circolazione. Non ho mai visto fare controlli di questo tipo nelle revisioni periodiche e questo spiegherebbe come mai esistono in circolazione moto che sono devastanti tanto sono rumorose. Traete da soli le conclusioni. Inquinamento atmosferico : è da almeno un paio di decenni che si cerca di dare una risposta al problema dell'inquinamento da autotrazione ma non mi pare che i risultati siano stati tali da aver risolto, anche se solo in parte, il problema. Benzina: la Verde contiene il benzene che, se non catalizzato, è cancerogeno. Tutti i veicoli che hanno percorso più di 100.000 chilometri, hanno i retrofit ormai esausti e non hanno più alcun effetto catalizzante, quindi sono potenzialmente cancerogeni. A conti fatti, almeno la metà dei mezzi circolanti a benzina rilascia benzene nell'aria che respiriamo. Gasolio: i residui della combustione del diesel contengono il famigerato PM10, ovvero, le polveri sottili che fanno scattare i blocchi del traffico. Le nuove tecnologie tentano di porre un freno a tale problema ma i benefici di queste innovazioni tardano a riflettersi sui valori di PM10 registrati per strada. Certo anche i vetusti impianti di riscaldamento a gasolio fanno la loro parte ma questo non spiega i picchi nei rilevamenti estivi. In effetti, all'uscita dalla fabbrica, tutti i motori gasolio rispettano le restrittive norme antinquinamento ma in realtà i fragili equilibri che permettono le basse emissioni, vengono compromessi dopo poche migliaia di chilometri di utilizzo. Le conclusione potete trarle da soli. Metano e Gas di Petrolio Liquefatti: sono certamente meno inquinanti. Ad ogni modo, come tutti gli idrocarburi, anche GPL e Metano producono grossi quantitativi di CO2 (anidride carbonica) e, soprattutto, sono fonti di energia non rinnovabili. Motori elettrici: privi di emissioni acustiche o gassose hanno ancora dei grossi limiti, anche se migliorabili: - il notevole costo iniziale del mezzo; - la scarsa resa energetica, individuabile nella grande differenza fra l'energia impiegata per caricare gli accumulatori e quella che effettivamente arriva alla ruota; - l'alto potere inquinante delle batterie. Celle a combustibile: tutti ne aspettano con ansia l'avvento e le aspettative sono altissime: "la nuova grande fonte di energia pulita ed inesauribile..." No no fermi! chiariamo subito che non è affatto una fonte di energia! Infatti, l'idrogeno non esiste in natura, deve essere prodotto mediante scomposizione elettrolitica dell'acqua impiegando, quindi, energia elettrica... pertanto, l'idrogeno è un "vettore di energia" e non una "fonte di energia", insomma, serve allo stoccaggio degli eccessi di energia elettrica, qualora ce ne fossero, ed è ancora una tecnologia costosissima e per certi aspetti pericolosa. Insomma, elettrici o ad idrogeno, i motori "puliti" hanno bisogno di energia elettrica che, per il momento, si ottiene in buona parte bruciando idrocarburi.Alternative: certo qualcuno potrà affermare che è facile criticare ma che in realtà servono soluzioni. Beh se permettete faccio una prima riflessione: dove ci sta portando questo “progresso” ? Non so voi ma io avverto il ticchettio di una bomba ad orologeria. Stiamo distruggendo i delicati equilibri del nostro pianeta…piogge acide, falde acquifere inquinate, OGM, vi suggeriscono qualcosa? Vediamo alcune possibili soluzioni. Bioetanolo: in Brasile è adottato con successo da molti anni. ll bioetanolo può essere prodotto mediante fermentazione delle biomasse, ovvero, diversi prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri quali i cereali, le colture zuccherine, gli amidacei e le vinacce. Le materie prime per la produzione di bioetanolo possono essere racchiuse nelle seguenti classi: - Coltivazioni ad hoc (mais, sorgo, orzo, bietola, e canna da zucchero); - Residui di coltivazioni agricole e forestali; - Eccedenze agricole temporanee ed occasionali; - Residui di lavorazioni delle industrie agrarie e agro-alimentari; - Rifiuti urbani. Tutte le auto a benzina attualmente in circolazione possono bruciare bioetanolo miscelato alla normale benzina o puro con limitati ed economici interventi di adeguamento e messa a punto. Gli impianti di produzione e distribuzione del carburante biocompatibile creerebbero migliaia di nuovi posti di lavoro e la conversione delle colture non più redditizie darebbe respiro al nostro comparto agricolo. Ma forse a qualcuno non conviene! Olio vegetale in sostituzione del gasolio: si ottiene dalla spremitura di semi oleoginosi di colza, soia o girasole e da una reazione detta di transesterificazione che determina la sostituzione dei componenti alcolici d’origine (glicerolo) con alcool metilico (metanolo). E' biodegradabile, produce residui di combustione biocompatibili, non richiede modifiche nei motori di ultima generazione e, miscelato al normale gasolio, può essere utilizzato anche nei motori più vecchi garantendo un rendimento energetico pari o di poco inferiore a quello dei combustibili minerali. Lo sapevate che se decideste di usare Olio di Colza anziché l’inquinante Diesel, commettereste un reato, evasione fiscale? E' una pratica illegale per evasione delle accise (pari a 0,413 euro per ogni litro di gasolio). La stessa Agenzia delle Dogane ha specificato in un comunicato del 12 aprile 2005 le conseguenze della violazione dell'art.40 del Dlgsl 504/1996, da sei a tre mesi e multa del doppio dell'imposta evasa non inferiore in ogni caso a 7.500 euro. Questo aspetto è di fondamentale importanza da un punto di vista della legalità ma secondo il mio punto di vista non elimina le perplessità di natura politica sul mancato utilizzo dei biocarburanti fino ad ora. Bravi! Complimenti! Conclusioni: Sogno un mondo dove tutti possano vivere serenamente e in piena libertà. Sogno un mondo dove il diritto alla salute non è solo una frase sulla carta. Sogno un mondo dove non esiste corruzione ed esasperata competizione. Sogno un mondo che non si basa sul debito ma su un’economia etica e reale. Sogno un mondo dove la ricchezza non è concentrata in poche sordide mani. Sogno un mondo composto da esseri umani che vivono in perfetto equilibrio con la natura. Sogno un mondo dove gli “onorevoli” siano sempre degni di tale nome. Sogno un mondo dove un autoarticolato o similare, viene caricato su un treno nel punto di partenza e viene scaricato in un terminal gemello vicino alla meta del suo viaggio. Sogno. Ho molti sogni. Utopia? Forse. Ma è l’unica via per poter sperare ancora in un futuro fatto di dignità ma soprattutto è l’unica via per poter sperare ancora in un futuro. Grazie a tutti voi amministratori e politici che ancora non avete capito! Signori fate quello che volete, prendetevi quello che volete (o quasi) ma non la mia salute! |